Corpi in Movimento - XVIII Edizione - 2021

Corpi in Movimento - Festival della danza d'autore 2021: dal 01 luglio al 29 luglio

 

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Attenzione: a causa delle attuali norme sul distanziamento sociale, i posti a sedere devono essere limitati, affrettatevi a prenotare

 

Pina Bausch diceva: “certe cose si possono dire con le parole altre con i movimenti”. Benameur invece sosteneva che danzare è alterare il vuoto.  In questo momento storico in cui il vuoto è rappresentato  dall’assenza della bellezza e i dialoghi sono sempre troppo colmi di parole il movimento ci restituisce la dimensione umana che accoglie l’essere e lo armonizza. Avere la cuoriosità di vedere ciò che abitualmente non guardiamo può sorprenderci e regalarci una serie di emozioni che aprono a nuovi modi di percepirsi.

Questo è Corpi in Movimento.

 

Dal 01 luglio al 29 luglio Danzeventi torna con "Corpi in Movimento - festival della danza d'autore", nella sua XVIII edizione, nelle location di Sennori, Sassari e Porto Ferro. In un anno così difficile segnato dalla terribile pandemia Covid-19 che  continua a colpire il mondo intero, l'arte e lo spettacolo dal vivo cercano anche nel Nord Sardegna di portare al pubblico la bellezza che uno spettacolo di danza riesce a regalare, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza.  

Il festival è organizzato con il patrocinio del Comune di Sassari - Assessorato alla Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo- Direzione Generale Spettacolo dal Vivo e della Fondazione di Sardegna. 

 

CAMPAGNA ABBONAMENTI 2021

info e prenotazioni: 

 +39 3406517531

+39 3202135900

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IL PROGRAMMA COMPLETO del FESTIVAL

 

01 Luglio - Baretto di Porto Ferro, Porto Ferro ore 21:30 "Intercode: Studio 1" BORDERLINE DANZA

Il Progetto si compone di due parti:

DEPENDESPORTS

Breve presentazione del progetto: DependEsports è un progetto coreografico che nasce dalla necessità di raccontare uno spaccato esperienziale dell’autore: la dipendenza da videogames. La volontà è proporre una visione della realtà virtuale, specificamente quella degli Esports, considerata per nerd o accompagnata da pregiudizi prevalentemente negativi nella visione massmediatica. Generatori di tendenze patologiche negli adolescenti, gli Esports sono un fenomeno in espansione mondiale di grande impatto sociale, dalle potenzialità ancora del tutto inesplorate. Dunque, nulla esclude che possano essere uno strumento utile alla socializzazione tra le persone.

Sinossi: Questo secondo studio di DependEsports, si colloca al confine tra il benessere e il malessere derivato dall’uso dei videogames. Racconta il primo fascino oscuro nellarelazione con il computer di gioco, l’immersione totale nella realtà virtuale e la deriva da dipendenza. 

 

Credits:

Coreografia e danza: Antonio Formisano

Assistente alla creazione: Luigi Aruta

Produzione: Borderlinedanza

 

MATRICOLA 0541

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Matricola 0541 è un progetto - performance nato dalla volontà di indagare la motricità di uno studente quando studia, quando attende il proprio turno d’esame, quando lo svolge. A tal proposito, un campione di 50 studenti di diverse università è stato invitato a compilare un questionario di rilevazione dei movimenti e degli stati emotivi caratterizzanti i momenti di studio e la prova d'esame. Questa bozza performativa è una convergenza drammaturgica, da considerare espressione di uno specifico spaccato sociale contemporaneo. Studiare è una condizione stressante universale e ammiccare all’umorismo di cui si accompagna, significa restituirne un’idea fresca, ammaliante e stimolante: l’open - focus progettuale è una rivalutazione dell’idea dello studio in chiave enattiva.

Sinossi: Matricola 0541 è un esercizio in evoluzione, nato dalla volontà di ricercare il vocabolario motorio umano, durante lo studio e nel tempo che separa uno studente da un esame. La frenesia, l'agitazione, il dondolio, il prurito e la sudorazione, sono solo alcune delle buffe “strategie” adottate per la sopravvivenza.

 

Coreografia e danza: Luigi Aruta

Assistente alla creazione: Giada Ruoppo

Produzione: Borderline Danza

Sostegno alla creazione: CosiArte

 

03 Luglio - Ex Cava di Tufo, Sennori ore 21:30 "Nel tempo" SPELLBOUND PRODUZIONI

Nel Tempo.

Un assolo per due corpi.

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Un musicista sperimentale ed un circense sperimentatore condividono lo spazio, dove c'è uno non esiste l'altro, lo spazio che resta lo occupa la vita. Il tempo di una conversazione spettacolare tra due artisti amici da anni, un’insieme di sogni, un susseguirsi d’idee, di sentimenti e scherzi, a volte di cattivo gusto. Il dialogo è in scena,  la danza, il circo, le note e le parole si susseguono uno dopo l’altro e la conversazione si consuma fino a quando non si ha più nient’altro da aggiungere. Finchè alla fine, nell’ultima luce l’idea di una realtà diversa e razionale sbiadisce gradualmente, il sogno si dissolve lasciando tutto, per un attimo di tempo nel vuoto.

Benvenuti al circo, dove il circo non c'è.

 

Interprete e autore: Francesco Sgro'

Musica dal vivo: Pino Basile

Produzione: Associazione Spellbound

Una produzione realizzata con il contributo del Ministero della Cultura

 

05 Luglio - Ex Cava di Tufo, Sennori ore 21:30 "Cinque Danze per il Futuro" DAVIDE VALROSSO

Cinque Danze per il Futuro

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Se c’è qualcosa che vorrei trovare nel futuro è la danza, una danza come sistema di relazioni, di trasformazione e di scoperta, che continua a superare i suoi stessi confini per creare immaginari e paesaggi inediti. I cinque quadri proposti ospiteranno un danzatore e un musicista che agirà dal vivo, attraversando tematiche in proiezione al futuro e combinando di volta in volta un diverso sistema di relazioni per ognuna delle Cinque proposte di danze per il futuro. Le presenze sulla scena intessono un corredo di connessioni, relazioni, scambi, apparizioni, destrutturazioni che dal primo al quinto capitolo concretizzano un andirivieni di immagini o immaginari essenziali, sconfinando nel contatto o nella distanza fra i ruoli, nell’assenza o nell’alternarsi dei performer, nel dismettere i propri panni per vestire quelli dell’altro. Cinque danze per il futuro mescola il concetto di corpo performativo costruendo un organismo scenico di forma ibrida fra danza e concerto. Si nutre delle particolarità di ognuno degli interpreti, che uniti portano in scena il proprio bagaglio di elementi necessari per il futuro.

 

Concept: Davide Valrosso

Musiche originali: Daniele Gherrino

Collaborazione all’ideazione: Valeria Vannucci

Produzione: NINA

Con il sostegno di: ADH – Anghiari Dance Hub, Körper, a.ArtistiAssociati, C.I.M.D, PARC Performing Arts Research Centre, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e di Fondazione CR Firenze in collaborazione con Fuori Programma Festival/Teatro Biblioteca Quarticciolo

 

07 Luglio - Ex Cava di Tufo, Sennori ore 21:30 "OMOS" FATTORIA VITTADINI Coproduzione ESTEMPORADA

OMÓS – noi non siamo uguali

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di e con Riccardo Olivier (performance derivata dall’elaborazione del site-specific per il Festival lecite/visioni, debuttato il 26 ottobre 2017)

Omós è una sovrascrittura di tre percorsi molto differenti: testo video-proiettato, scrittura coreografica e musicale, che intendono comporre la polifonia complessa dello stare conflittuale di Riccardo di fronte alla parola omossessuale.

Il percorso coreografico consegna all’avambraccio destro il ruolo di motore di azioni, percorsi e immagini statiche citate di autodefinizione del sé. Si perlustra così tra le molte ombre di dinamiche personali e sociali di un corpo che si esprime per essere, che agisce dunque è. Il materiale viene elaborato in un’arcata tesa da una prima iniziale “ambientazione” privata, casalinga, fino ad un’immagine finale, simbolo in movimento che trae spunto dal dibattersi di una falena su un vetro.

Il percorso testuale si basa su ricerche effettuate su sex workers a Bucarest e a Milano e su riflessioni personali, profondamente ispirate dal pensiero Gayatri Chakravorty Spivak e in particolare al concetto di comune identità transitoria strumentale delle comunità dei subalterni. Chi ha un accesso discriminato, secondario, difficile alla società e a pratiche di autodeterminazione del sé, trova nell’adesione a dei modelli comportamentali una risposta comunitaria, utile, attorno cui fare gruppo, ma non completa e soddisfacente per l’individuo. In questa fase, che ha un valore transitorio, normalmente si trova assieme la forza di richiedere un riconoscimento politico e sociale, anche attraverso il processo del pride, anche se paradossalmente si contribuisce ad installare all’interno e all’esterno di questa comunità, le cosiddette soft discriminations, pregiudizi non invalidanti l’identità e il valore di cittadino dell’individuo, ma comunque barriere di un processo di più sincera e serena adesione al sé.

Il percorso audio-musicale analogicamente consuona con alcune paure che questi processi muovono, con esperienze di violenza, anche collettiva, con la fatica di tenere testa a prese di posizione, o anche “semplicemente” al processo di definirsi, di fronte a sé e agli altri. Le registrazioni audio di scontri di polizia, soundscape ambientali di archivio o ricercati apposta (in natura, in manifestazioni e anche realizzati ad hoc) si innestano sulle versioni di Imany di “T'es beau” di Pauline Croze, “Who will loveme know” di PJ Harvey e la versione di Bjorn Warning “FOLI (there is no movement without rhythm)” dalla versione originale di Thomas Roebers and Floris Leeuwenberg; “Foli” significa movimento nella lingua della tribù Malinke.

 

10 Luglio - Baretto di Porto Ferro, Porto Ferro ore 21:30 "iLove" FATTORIA VITADINI

iLove

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“ L’amore è come questo viaggio in treno. Ci si lascia e ci si rirova…” mi disse una volta Glorious Spring. In realtà il frutto del peccato non è una mela ma un finocchio.

iLove è un duetto al maschile e parla d’amore. Due personaggi si ritrovano a condividere lo stesso spazio: si studiano, si presentano, provano a esporsi. Cercano loro stessi, la loro relazione, il loro essere uomini. Ma cose vuol dire essere Uomo? ‘Mascolino’, ‘maschile’, ‘macho’, ‘vero uomo’ sono etichette con cui si gioca in scena, le si indossa, ci si confronta; pose plastiche di una classicità più imitativa che effettiva, pubblicitaria, un esibizionismo machista, il semplice vestire una tuta da jogging. Il vestito stesso è in realtà indossato soltanto per metà, per metà è indosso da sempre, come un'identità in parte biologica e in parte scelta, creata vivendola. Cesare Benedetti e Riccardo Olivier iniziano a creare questo duetto autobiografico quando ancora erano una coppia e hanno continuato anche quando si sono poi lasciati. È stato un regalo sorprendente riscoprire e capire meglio loro stessi, I loro errori e I limiti che speravano di superare… oppure no.

 

Concept / Regia / Coreografia / Performance / Costumi / Colonna sonora Cesare Benedetti, Riccardo Olivier

Light design Roberta Faiolo, Giulia Pastore

Direzione Tecnica Giulia Pastore

Produzione / Organizzazione Mattia Agatiello, Cesare Benedetti, Riccardo Olivier

Produzione Fattoria Vittadini

 

12 Luglio - Ex Cava di Tufo, Sennori ore 21:30 "Verso La Luce" VERSILIA DANZA

VERSO LA LUCE ORIZZONTALE

Verso la Luce è uno spettacolo nato dalla collaborazione triennale con Versiliadanza e l’artista Susanne Linke. Debutta nell'ambito di MOVING_movimento 2007 un progetto di Fabbrica Europa e viene invitato all’interno di vari festival sia in Italia sia all’estero. Il lavoro si compone di tre quadri. Nel primo, il corpo dell’attore dialoga col suo doppio psichico, nel secondo, abbandonato a se stesso, si snoda e si contorce come un meccanismo difettoso, infine cambia pelle per rinascere in una nuova dimensione. Spettacolo di formazione, si potrebbe anche dire, includendovi il suo senso letterale di passaggio da una forma ad un’altra. Più estesamente, Diana parla, ma senza parole, della condizione umana, dell’uomo disorientato e della sua ossessiva ricerca di un’identità. In questi tempi di vita liquida, per citare il filosofo Bauman, l’identità è caratterizzata dall’instabilità, dalcontinuo fluttuare verso nuovi stadi che, azzerandosi ogni volta, annullano le precedenti acquisizioni in un processo potenzialmente senza fine. Ma se l’identità è costituita propriamente dal suo permanere, dal suo essere costante nel tempo, l’uomo contemporaneo sembra per questo averla persa, senza però aver rinunciato a cercarla. Lo spirito, costantemente assoggettato al nuovo che sempre incombe, incapace così di costruirsi un vero e proprio orizzonte esistenziale, sembra aver demandato il problema dell’identità al corpo, al suo semplice apparire e situarsi. L’identità si configura allora come la giusta postura da assumere di volta in volta, per collocarsi e posizionarsi adeguatamente in un mondo in mutazione continua. Di questo sembra parlare il bel lavoro di Diana. Ma come può il corpo da solo assumersi questo compito? Non può, è la risposta implicita dell’autore. E’ come se a quel corpo, che sulla scena vediamo stendersi e contrarsi senza posa, mancasse il libretto delle istruzioni che lo informasse del suo corretto funzionamento e del ruolo che gli spetta, ruolo che prima di tutto, sarebbe definito e garantito dal gesto appropriato, dal modo giusto di disporsi all’interno dello spazio e alla presenza degli altri.

“La soluzione del dramma moderno sta proprio nel rinunciare al confronto, per opposizione, con l’altro da sé, e dissolversi nello strato indistinto e profondo della realtà”.

Leonardo Filastò

 

Coreografia e danza: Leonardo Diana

Musica: airchamber3

Video: Marzia Maestri

Poesia:Ggertrude Stein

Costumi: Lucia Castellana

Disegno luci: Mario Bacciottini

 

13 Luglio - Ex Cava di Tufo, Sennori ore 21:30 "Non tutti sanno che..." RES EXTENSA

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Non tutti sanno che…è un racconto, un viaggio, una scoperta, che porta a visitare i meandri complessi, colorati e inaspettati della creazione artistica: come si arriva a decidere che una cosa vada bene piuttosto che un’altra? come si arriva a dire, “Ecco!!”?

Come si inventa, e cosa si combina per arrivare a uno spettacolo compiuto, pronto da presentare al pubblico? Ecco a voi un dietro “le quinte” che permette allo spettatore di vedere altri aspetti e altri punti di vista, solitamente nascosti.

E, nel viaggio, si scopriranno insegnamenti e aneddoti indimenticabili dei grandi maestri.

  

Ideazione e direzione: Elisa Barucchieri

Con: ResExtensa Dance Company

 

14 Luglio - Baretto di Porto Ferro, Porto Ferro ore 21:30 "Elle_live" ARIELLA VIDACH AIEP

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Il lavoro muove attorno al tema dell’artificialità e della riproducibilità con particolare riferimento alla relazione corpo/clone e sfida la tecnologia, proponendo una visione di corpo abitato e animato da un corpo vero, prestato per essere in ascolto, reattivo. Un’interprete femminile in un ritmo serrato enfatizza il dettaglio e l’articolazione delle estremità del corpo, in dialogo con l’avatar proiettato nel fondale della scena.

 

Crediti

Idea e regia: Claudio Prati e Ariella Vidach

Coreografia e interprete: Ariella Vidach

Set: Claudio Prati

Costumi: AiEP

Produzione 2021: AiEP

Con il sostegno di: MiC – Ministero della Cultura, Comune di Milano e DAC città di Lugan

 

20 Luglio - Baretto di Porto Ferro, Porto Ferro ore 21:30 "Welcome TU Italy" ASMED BALLETTO DI SARDEGNA

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Gli italiani... che popolo magnifico! Pieno di divisioni, ma al tempo stesso sempre unito; Liberi e allegri, ma anche colonizzatori e prigionieri. Viaggiatori ed esploratori, ma anche attaccati al calore della propria casa. Ballerini e confusionari, ma anche fermi e silenziosi. Come siamo visti da uno straniero? Come veniamo considerati dal resto del mondo? Siamo come i ballerini di un carillon che si fanno trasportare dalla musica, leggeri e liberi?

 

Di e con: Sara Pischedda e Luca Castellano

Voce: Simona Pucciarelli

Produzione: ASMED Balletto di Sardegna

Con il contributo del Ministero Beni e Attività Culturali e Turismo e della Regione Autonoma della Sardegna

 

23 Luglio - Ex Cava di Tufo, Sennori ore 21:30 "Soirée Russe"  DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT

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OMAGGIO ai “BALLETTI RUSSI” di SERGEI DIAGHILEV

Si celebra la grande danza con SOIRÉE RUSSE, omaggio ai leggendari Balletti Russi: una serata con interpreti di fama internazionale per ricordare una delle pagine più significative della storia della danza e gli autori di un’espressione artistica rivoluzionaria che ha ispirato, nel mondo, coreografi, registi, intellettuali e interpreti.

SOIRÉE RUSSE, a cura di Daniele Cipriani, ripercorre le tappe di questa ‘rivoluzione’, lasciando che storia e presente si incontrino nel segno di un’arte in continua trasformazione. In scena, i solisti della Compagnia Daniele Cipriani (riconosciuta dal Ministero della Cultura), Susanna Elviretti e Mattia Tortora, in un inedito programma dedicato ad uno dei periodi più intensi della storia della cultura e del teatro. Oltre la storia, oltre la leggenda, il passato si ricongiunge al pensiero contemporaneo, rivelando l’eredità e l’evoluzione dell’opera di geniali autori: in programma, quattro titoli di capolavori creati per i Ballets Russes tra il 1910 e il 1920, qui riscritti e reinterpretati nelle recenti e originali versioni di alcuni dei più importanti coreografi della scena contemporanea italiana e internazionale.

Torna in scena Prélude à l’après midi d’un faune, versione di Amedeo Amodio del balletto originale di Vaslav Nijinsky che tanto scandalo destò al suo debutto parigino del 1912: in un tardo pomeriggio estivo, un Fauno si risveglia e, insieme a lui, tutti i sensi di quel suo corpo antropomorfo primordialmente legato alla terra. Le curve musicali di Claude Debussy rievocano i rarefatti versi del poeta Stéphane Mallarmé e accompagnano le sinuosità dei corpi danzanti ricreando le atmosfere di una classicità ideale. La versione coreografica di Amedeo Amodio (1972) è un passo a due di grazia e sensualità, tra contati sospesi e fughe, che fa parte di diritto di un autentico repertorio italiano. Dopo il debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto (con le scene di Giacomo Manzù), il lavoro è stato ripresa in più occasioni anche alla Scala di Milano ed è tornato in scena nelle recenti stagioni con la produzione Daniele Cipriani Entertainment. Con i suoi nuovi interpreti, Susanna Elviretti e Mattia Tortora, solisti della Compagnia Daniele Cipriani, già applauditi in numerosi teatri italiani e internazionali - Prélude à l’après midi d’un faune torna sui nostri palcoscenici con il vigore della contemporaneità che si riappropria del passato e va incontro al futuro.

Il finale di SOIRÉE RUSSE è affidato alle note di un assoluto capolavoro: La Sagra della Primavera (in francese Le Sacre du printemps) composto da Igor Stravinskij per la compagnia dei Balletti Russi tra il 1911 e il 1913. La creazione ricostruiva un rito pagano di fertilità che si chiudeva con il sacrifico di una giovane per il risorgere della nuova stagione; le note possenti e le melodie penetranti di Stravinskij, insieme alla coreografia spigolosa e ossessiva di Nijinsky, resero infuocato il debutto parigino del 1913, al punto da disorientare gli interpreti e sconvolgere il pubblico. Lo spettacolo tornò in scena poche volte dopo quella prima rappresentazione, ma qualcosa di radicale era ormai accaduto: il febbrile lavoro di Stravinskij/Nijinsky aveva generato un linguaggio coreutico completamente nuovo consegnando alla storia il primo balletto davvero moderno. In SOIRÉE RUSSE, La Sagra della Primavera va in scena nella versione coreografica di Uwe Scholz, coreografo tedesco prematuramente scomparso nel 2004 all’età di 45 anni: considerato tra le più brillanti menti della sua generazione, era stato giovanissimo direttore del Balletto di Zurigo e, dal 1991, del Balletto di Lipsia. Dopo aver a lungo ‘evitato’ Le Sacre, Scholz si dedicò nel 2003 ad una doppia scrittura coreografica: sulla versione per pianoforte a quattro mani e sulla celebre versione orchestrale. La prima creazione, spesso considerata come l'eredità autobiografica di Scholz, mostra un unico interprete su cui incombono le enormi immagini proiettate sul fondale: un racconto intimo dai tormentati accenti che parla di vita, solitudine e conflitto, riagganciando il ricordo di Nijinsky e, forse, dello stesso Scholz. Interprete di questo storico e appassionato assolo, nel programma di SOIRÉE RUSSE, sarà Mattia Tortora, giovane solista della Compagnia Daniele Cipriani.

Storiche tournée portarono i Ballets Russes in tutta Europa, e poi ancora più lontano, in Sud America e negli Stati Uniti: anni di viaggi tra i mari di un mondo che cambiava al loro passaggio, spostando i confini di un’arte in espansione. L’incontro tra la cultura russa e il teatro occidentale, alla base del progetto di Diaghilev, generò il fuoco della rinascita, portando la danza al centro di vere e proprie opere d’arte in movimento. SOIRÉE RUSSE celebra questo ideale viaggio, simbolo ed esempio di un’arte che guarda oltre l’orizzonte e che annulla ogni distanza.

 

Prélude à l’après midi d’un faune (duetto)

Coreografia: Amedeo Amodio

Musica: Claude Debussy

Danzano: Susanna Elviretti e Mattia Tortora

La Sagra della Primavera (solo)

Coreografia: Uwe Scholz

Ricostruita da: Giovanni di Palma

Musica: Igor Stravinskij

Danza: Mattia Tortora

 

27 Luglio - Biblioteca Comunale di Sennori, Sennori ore 21:30 "Discobox" COMPAGNIA CHIASMA, FABRITIA D'INTINO, FEDERICO SCETTRI

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Discobox è un’installazione live interattiva e site specific. L’intento è quello di riappropriarsi della fisicità collettiva grazie al potenziale aggregante della danza. Il corpo diventa lo strumento che ci porta a condividere un’esperienza di connessione. La musica avvolge in un modo al tempo stesso esclusivo e popolare. Lo spazio si trasforma in una discoteca che appare e scompare con chi sceglie di partecipare

La saracinesca è chiusa e quando viene aperta dietro la vetrina appare una danzatrice in pieno flusso di movimento. L’unico modo per ascoltare la sua musica è tramite un sistema di cuffie wireless a disposizione. La regola è che, nel caso si scelga di indossare le cuffie, è obbligatorio ballare. Chi passa per caso e chi sceglie di non indossare le cuffie osserva l’apparizione di una discoteca a cielo aperto. I codici di riferimento sono quelli della cultura club e pop. Il vocabolario di movimento proposto dalla danzatrice è tanto virtuoso quanto accessibile. Movimenti ripetitivi, copiabili, familiari e spontanei eseguiti con grande intensità e senza la possibilità di pausa. I partecipanti possono ispirarsi a quello che vedono aldilà del vetro, influenzarsi tra di loro o esprimersi in maniera personale. La musica in cuffia è uguale per tutti ed è il motore inesauribile della dinamica nei corpi. L’obiettivo della scelta musicale è quello di supportare il movimento ininterrotto della danzatrice e compiacere il pubblico partecipante con una playlist e un remix di brani che spingono il corpo verso la danza

Mentre la performer lavora sul mantenimento di uno stato emotivo coinvolgente il dj interpreterà i gusti del pubblico. La serranda si alza e la discoteca appare, altrettanto all’improvviso la serranda si chiude portandosi via lo spazio irreale che aveva creato. Discobox è un’installazione live interattiva e site specific la cui finalità imprescindibile è l’intrattenimento ad ogni costo in un momento di condivisione inaspettato e spontaneo

 

Concept e performance: Fabritia D’Intino

Live dj: Federico Scettri

Con il supporto di: Chiasma

 

28 Luglio - Casa Sisini, Sennori ore 21:30 "Alone in the Multitude" COMPAGNIA CHIASMA, SALVO LOMBARDO

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La performance Alone in the multitude è un dispositivo performativo che prevede una relazione diretta tra il performer Salvo Lombardo e uno spettatore o spettatrice per volta, attraverso una azione della durata di cinque minuti e replicabile in loop. Il lavoro nasce come “negativo” o come variazione one to one della performance Outdoor dance floor che reinterpreta le estetiche e le dinamiche sociali del clubbing trasferendole in spazi non deputati al ballo attraverso una forma di partecipazione del pubblico che sfocia in un dj set. Con questo ciclo di lavori il coreografo siciliano prosegue la sua ricerca intorno alla club culture, avviata con il lavoro scenico Present Continuous che già individuava nel clubbing una dimensione del “possibile” che oscilla tra pratiche collettive e piacere solitario, attraverso la quale trascendere convenzioni sociali e di genere. Alone in the multitude si basa su una serie di sequenze imitabili e trasmesse in tempo reale da una voce in cuffia e che si intrecciano con una breve partitura coreografica eseguita da Salvo Lombardo messa in relazione con la pulsazione sonora di un techno beat con innesti synth pop. La performance si pone semplicemente come occasione di prossimità e avvicinamento tra due corpi oltre la confort zone della solitarietà e della contemplazione.

 

Ideazione e performance: Salvo Lombardo

Musica: Ka Moma

Elaborazione sonora: Salvo Lombardo

Produzione: Chiasma

Con il sostegno di: MiBAC – Ministero Beni e Attività Culturali in collaborazione con Centro Nazionale di Produzione della Danza Scenario Pubblico e Nano Festival\Farm Cultural Park di Favara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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